(Adnkronos) – Estendere la tregua tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza fino ad altri quattro giorni in cambio del rilascio di 40-50 tra donne e bambini ancora tenuti in ostaggio nella Striscia di Gaza. E’ su quanto stanno lavorando i negoziatori in queste ore, secondo quanto riferito al Wall Street Journal da una fonte vicina ai colloqui. Secondo Skynews Arabia, invece, le parti sono vicine all’intesa per una proroga di altri due giorni.
Oggi, in teoria, scade il cessate il fuoco di quattro giorni concordato con la mediazione di Egitto, Qatar e Stati Uniti: durante lo stop alle ostilità sono stati rilasciati 39 ostaggi e 117 donne e minori palestineso detenuti nelle carceri israeliane.
Finora Hamas ha liberato 39 ostaggi nei primi tre giorni di un accordo temporaneo di cessate il fuoco che prevede il rilascio totale di 50 israeliani in cambio di 150 prigionieri palestinesi. Ma per quanto riguarda la lista degli 11 ostaggi che saranno da liberare oggi ci sono dei “problemi” secondo quanto segnalano le autorità israeliane e per questo ”sono in corso negoziati” per modificare i nomi contenuti nell’elenco, fa sapere l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“Sono in corso discussioni sulla lista ricevuta durante la notte e attualmente in fase di revisione in Israele. Divulgheremo informazioni quando possibile”, ha affermato l’ufficio di Netanyahu. Secondo i funzionari israeliani citati dal sito di Ynet, la lista è “problematica” e sono in corso intensi negoziati per modificarla.
Secondo quanto riporta il sito di Haaretz, ci sarebbero problemi riguardo alla possibilità di separare le famiglie, permettendo il ritorno in Israele solo ad alcuni componenti, cosa che sarebbe in violazione dei termini dell’accordo.
Un portavoce del governo israeliano oggi ha precisato che sono ancora 184 gli ostaggi tenuti a Gaza, tra i quali 14 stranieri e 80 israeliani con doppia cittadinanza.
Intanto lotta tra la vita e la morte Elma Avraham, 84 anni, rilasciata ieri dalla Striscia di Gaza in gravi condizioni. ”Fosse passato un altro giorno e non potremmo parlare così”, ha dichiarato a Channel 12 Moti Klein, capo dell’unità traumatologica dell’ospedale Soroka, dove la donna è stata trasferita in elicottero direttamente da Gaxa. Le sue condizioni rimangono ”instabili”, ha affermato Klein, spiegando che la donna è collegata a un respiratore e non è cosciente. Il sospetto di Klein è che le sue condizioni di salute siano dovute alla mancanza di farmaci adeguati a Gaza.
L’accordo temporaneo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas prevede il rilascio totale di 50 israeliani in cambio di 150 prigionieri di sicurezza palestinesi. L’accordo però può essere prorogato di un giorno per ogni 10 ostaggi liberati in più.
”Ci sarà un giorno in più di tregua ogni gruppo di 10 ostaggi rilasciati”, ha confermato il portavoce di Hamas Osama Hamdan intervistato dall’emittente libanese Lbci. Hamdan ha però aggiunto che ”gli ostaggi vanno trovati” confermando che molti di loro non sono nelle mani di Hamas, ma di altre fazioni nella Striscia di Gaza e anche di privati cittadini. La Jihad Islamica palestinese aveva fatto sapere nei giorni scorsi che era ”parte dell’accordo” raggiunto tra Hamas e Israele.
Le operazioni nei primi 3 giorni dell’intesa si sono svolte con qualche intoppo solo nella seconda ‘puntata’, con accuse reciproche e tensioni archiviate grazie alla mediazione del Qatar.
La “pausa nei combattimenti” nella Striscia di Gaza “ha consentito il rilascio di ostaggi e la consegna di aiuti alla popolazione. Chiedo un’estensione della pausa, perché darà alla popolazione di Gaza un po’ di respiro e consentirà ulteriori liberazioni di ostaggi”, ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, a Bruxelles in conferenza stampa alla vigilia della ministeriale Esteri.
La Nato, ha ricordato, “non ha mai svolto un ruolo attivo nel conflitto israelo-palestinese”, ma è attiva nella regione: “Siamo preoccupati per la potenziale escalation del conflitto e il nostro messaggio all’Iran è che dovrebbero trattenere le loro emanazioni” nella regione, come Hezbollah in Libano e gli Houthi nello Yemen. “Quello che abbiamo visto, attacchi con droni alle navi, alle forze Usa nella regione, ma anche attacchi a navi mercantili”, desta “grande preoccupazione”, ha concluso.
“Speriamo che la tregua venga prolungata. Abbiamo chiesto che questa tregua si trasformi in un cessate il fuoco umanitario a lungo termine”. Lo ha detto ad al Jazeera la direttrice per le comunicazioni dell’Unrwa Juliette Touma. La funzionaria dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi, che ha recentemente visitato il sud di Gaza, ha descritto l’area come una “città fantasma”.
“A Gaza è tutto chiuso… i negozi, le farmacie”, ha affermato. “Sebbene l’assistenza umanitaria sia fondamentale e, ovviamente, salva vite umane, non sarà sufficiente nel medio e lungo termine. C’è bisogno di rifornimento di beni per il commercio, che devono arrivare a sostegno del settore privato, in modo che Gaza possa reggersi sulle proprie gambe”.
Forze navali Usa hanno nel frattempo sventato un tentativo di sequestro di una nave cisterna israeliana a largo delle coste dello Yemen. Lo rendono noto fonti Usa e dalla società a cui fa capo la nave, specificando che nell’intervento dell’incrociatore Mason sono stati anche arrestati alcuni dei partecipanti all’assalto della nave che, di proprietà di un miliardario israeliano, è gestita dalla società britannica Zodiac Maritime.
Dopo che il tentativo di sequestro è stato sventato sono stati lanciati dei missili balistici dal territorio controllato dagli Houthi che sono caduti nel golfo di Aden, anche se non è chiaro se sono stati intercettati o hanno mancato il bersaglio. “Vogliamo ringraziare le forze della coalizione che hanno risposto tempestivamente per proteggere gli assetti nell’area e proteggere la legge marittima internazionale”, ha dichiarato un rappresentante di Zodiac, Janni Jarvinen.
Il tentato sequestro della Central Park, nave cisterna che trasporta prodotti chimici, arriva dopo che almeno altre due navi hanno subito simili attacchi in incursioni che si ritengono collegate al conflitto tra Israele ed Hamas. Jarvinen ha detto che l’equipaggio e il carico della nave sono al sicuro. La Zodicac Maritime è collegata al gruppo Zodiac del miliardario israeiano Eyal Ofer.
