(Adnkronos) –
Attacco a Israele, oggi 7 ottobre 2023. Oltre 5mila razzi sono stati lanciati sul territorio israeliano dalla Striscia di Gaza con diverse incursioni e scontri armati. I morti sarebbero 40 per ora, ma il bilancio delle vittime è destinato a salire, mentre i feriti sarebbero al momento 740. “Cittadini di Israele, siamo in guerra. Non è un’operazione, non è un’escalation: è guerra”, dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. “Stamani Hamas ha commesso un errore grave e ha iniziato una guerra contro lo Stato di Israele”, dice il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, in dichiarazioni riportate dal Times of Israel. “I soldati delle Idf stanno combattendo contro il nemico in tutti i punti in cui si è infiltrato – aggiunge – Lo Stato di Israele vincerà questa guerra”. Gallant, ha approvato il richiamo dei riservisti, ha reso noto una portavoce del ministero israeliano.  

“Cittadini di Israele, siamo in guerra. Non è un’operazione, non è un’escalation: è guerra. Stiamo richiamando un gran numero di soldati riservisti”, dice il premier Netanyahu in un videomessaggio in cui ha promesso che “il nemico pagherà un prezzo altissimo”. 

“Il popolo di Israele è stato attaccato. Siamo in guerra e vinceremo”, ha ribadito facendo appello ai cittadini israeliani a “obbedire agli ordini dell’esercito e delle forze di sicurezza”. 

E’ “il giorno della grande rivoluzione”, afferma Mohammad Deif, comandante militare di Hamas in una dichiarazione in cui rivendica l’attacco e dichiara l’inizio di una “operazione militare” contro Israele. L’obiettivo dell’operazione ‘Alluvione al-Aqsa’, spiega, è porre fine alle “violazioni” israeliane. Il movimento palestinese ha “colpito obiettivi del nemico, aeroporti e postazioni militari con 5.000 razzi”, spiega in una breve dichiarazione registrata. 

Deif chiama poi alla rivolta generale contro Israele: “Se avete un’arma tiratela fuori. Questo è il momento di usarla. Tirate fuori camion, auto, asce, oggi inizia la storia migliore e più onorevole”, afferma nel messaggio. Il comandante chiede di “liberare al-Aqsa” e afferma che l’attacco a Israele è una risposta a quelli che denuncia come attacchi alle donne, profanazione della moschea di al-Aqsa e assedio di Gaza. 

Il leader di Hamas, Ismail Haniye, descrive l’attacco lanciato dal braccio armato del movimento contro Israele come una “battaglia per la dignità” di fronte ai “crimini” di Israele. In un messaggio di cui ha dato notizia al-Jazeera, Haniye afferma che l’operazione ‘Alluvione al-Aqsa’ è rivolta contro “un nemico che assedia Gaza, unito all’aggressione e al colonialismo che va avanti in Cisgiordania e che mira a sradicare il nostro popolo e allontanarlo dalla sua terra”. 

Per Haniye, l’attacco è una risposta ai “crimini dell’occupazione contro il nostro popolo dal 1948”. Il leader di Hamas accusa Israele di aver “rinnegato gli accordi” sui prigionieri “tornando ad arrestare coloro che erano stati liberati nell’ambito di processi di scambio”. “Per tutto questo – afferma – stiamo combattendo una battaglia per l’onore, la resistenza e la dignità e per difendere al-Aqsa sotto il nome annunciato dal nostro comandante in campo: un’alluvione iniziata a Gaza che si estenderà alla Cisgiordania e oltre, dove il nostro popolo e la nostra nazione sono presenti”. 

Le forze israeliane (Idf) fanno sapere che stanno effettuando raid aerei contro obiettivi nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. Le Idf hanno iniziato a operare nella Striscia di Gaza, riferisce anche il Jerusalem Post dopo la pioggia di razzi lanciati dall’enclave palestinese in direzione di Israele e l'”infiltrazione di terroristi in Israele da Gaza”. 

Secondo il ministero della Sanità palestinese le vittime del raid israeliano sarebbero 161 e 931 i feriti.  

I militanti della Jihad islamica si sono uniti ad Hamas nell’attacco lanciato contro Israele. Lo ha riferito il gruppo di resistenza islamica, secondo quanto riferiscono i media dello Stato ebraico. 

Si tratta di “un’operazione combinata”, riferiscono le forze di sicurezza israeliane (Idf). “Terroristi si sono infiltrati in Israele da Gaza. Agli abitanti nell’area è stato chiesto di rimanere nelle loro case”, si legge in un messaggio. Militanti palestinesi si sono infiltrati in alcune città nel sud di Israele, prendendo in ostaggio alcune persone. Una fonte di polizia citata da Haaretz riferisce che hanno preso in ostaggio civili nella città di Ofakim. “Siamo in uno stato di guerra. Siamo sotto un attacco massiccio dalla Striscia di Gaza. Ci sono attualmente situazioni di confronto attivo nel sud di Israele”, dice in una nota il capo della polizia israeliana. 

Hamas ha rivendicato la cattura di cinque soldati israeliani, notizia che l’esercito di Tel Aviv non ha confermato. Lo ha riferito il sito del Jerusalem Post, mentre altri media israeliani hanno indicato che l’organizzazione terroristica palestinese ha sequestrato 35 israeliani tra militari e civili. 

Gli Stati Uniti condannano “inequivocabilmente gli attacchi non provocati dei terroristi di Hamas contro i civili israeliani”. Lo ha dichiarato la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, Adrienne Watson, secondo cui “non c’è mai alcuna giustificazione per il terrorismo. Siamo fermamente al fianco del governo e del popolo israeliano ed esprimiamo le nostre condoglianze per le vite israeliane perse in questi attacchi”. 


La situazione è molto brutta, nessuno sa dove si arriverà”. Padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza, guarda con preoccupazione all’attacco a Israele dalle prime luci dell’alba con Hamas che annuncia ‘il giorno della rivoluzione’. Interpellato dall’Adnkronos, padre Romanelli descrive una situazione preoccupante, “molto brutta. Io – dice – mi trovo a Betlemme perché dovevo aspettare dei medicinali ma dovrei tornare domani a Gaza”. “I nostri a Gaza – spiega – stano bene. Però la situazione è molto brutta. Nessuno sa dove si arriverà”. Intanto, la parrocchia della Sacra Famiglia di padre Romanelli si è mobilitata per offrire riparo alle famiglie: “Abbiamo incominciato a ricevere i parrocchiani con le loro famiglie. Potranno rifugiarsi qui. Stiamo anche allestendo spazi in una scuola per ulteriori rifugiati”.