(Adnkronos) – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha riferito su ‘X’ di essere stata informata di un nuovo attacco con droni avvenuto oggi al centro di addestramento di Zaporizhzhia adiacente alla centrale nucleare nel sud dell’Ucraina. Questa volta, spiega l’Aiea, ”non c’è nessuna minaccia diretta alla sicurezza nucleare, ma l’ultimo incidente evidenzia ancora una volta una situazione estremamente grave”. 

Dalla centrale di Zaporizhzhia non ci sarebbero fughe di radioattività, assicura intanto Mario Scaramella, consulente dell’Agenzia per la gestione delle emergenze nazionali a Kiev, spiegando che ”l’attacco contro la centrale controllata dalle forze russe e gestita da una squadra di operai dopo l’esclusione di tutti i tecnici ucraini per fortuna non ha determinato perdite dal reattore che pure è stato colpito tre volte”. A essere colpito è stato ”il reattore n. 4, stabile” che ”non produce energia, ma è vicino ad un altro generatore che è in uno stato attivo e necessita di energia per mantenersi in equilibrio”. Vero è che ”l’involucro dell’impianto è stato danneggiato, ma a noi non risultano effetti radiologici dell’incidente”, spiega Scaramella. 

Il consulente è convinto che ”l’Ucraina non c’entra nulla e probabilmente si tratta di un errore dei russi o addirittura di una provocazione”. Riporta poi che ”tecnici della Aiea hanno visto i russi sparare su un drone che poi è caduto sui reattori, ma di chi fosse il drone non si sa”.  

 

Da parte sua l’Aeronautica militare di Kiev ha dichiarato di aver abbattuto nella notte venti droni lanciati dalle forze armate russe contro il territorio ucraino. Come riporta il Kiev Independent, le unità di difesa aerea ucraine hanno distrutto tutti i 20 droni di tipo Shahed, di fabbricazione iraniana, lanciati dalla Russia durante la notte. In particolare, spiega il giornale, i droni sono stati lanciati dalla città portuale russa di Primorsko-Akhtarsk, situata sulla costa del Mar d’Azov, e da Capo Chauda in Crimea. 

 

La Russia collaborerà con l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, perché venga fatta luce sull’attacco sferrato ieri contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia nel sud dell’Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ribadendo che Kiev è responsabile dell’attacco, ma il direttore generale dell’Aiea Rafael Mariano Grossi non ha indicato colpevoli. ”Porteremo la questione in una riunione speciale del comitato esecutivo dell’Aiea, in una riunione speciale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e lì insisteremo sulla necessità di ricevere valutazioni dirette, senza alcuna prevaricazione, della azioni del regime ucraino”, ha detto Lavrov in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi.. 

Lavrov ha poi affermato che “le sanzioni unilaterali sono azioni intimidatorie che tutte le nazioni dovrebbero combattere collettivamente”. I due ministri, hanno spiegato, hanno inoltre concordato di avviare ”colloqui sulla sicurezza eurasiatica, concentrandosi sull’affrontare le questioni legate alle sanzioni all’interno dei Brics e dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai”. 

 

Sarebbero quasi 450mila i militari russi uccisi in combattimento dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. A riportarlo sono le forze armate di Kiev. “Le perdite totali in combattimento” della Russia ammontano a “circa 449.250”, compresi 850 soldati uccisi negli scontri dell’ultimo giorno nell’est del paese, ha annunciato lo Stato Maggiore dell’esercito ucraino in un comunicato pubblicato sul proprio account Facebook. 

 

Le truppe russe in Ucraina continuano a ottenere i terminali Starlink attraverso catene di approvvigionamento e intermediari sul mercato nero. Lo scrive il Wall Street Journal. A febbraio il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov aveva dichiarato al giornale americano che le forze russe stavano utilizzando migliaia di terminali Starlink in Ucraina. 

Elon Musk, che gestisce Starlink, ha negato di aver venduto unità Starlink alla Russia e ha affermato che i suoi terminali non si collegheranno ad alcun dispositivo russo. A sua volta, Mosca non consente ufficialmente l’uso di Starlink sul suo territorio, temendo che ciò possa compromettere il suo stretto controllo sullo spazio informativo. 

Secondo il Wall Street Journal , gli intermediari russi acquistano l’hardware Starlink su piattaforme di vendita online, tra cui eBay, negli Stati Uniti o sul mercato nero in Asia centrale, Dubai o nel sud-est asiatico, per poi contrabbandarlo in Russia. I terminali vengono successivamente consegnati alle truppe russe che combattono in Ucraina, che li utilizzano per le comunicazioni e il controllo dei droni.