(Adnkronos) – Dalla ricostruzione alla ribalta nazionale: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. La città ha inaugurato un anno di oltre 300 iniziative culturali, tra mostre, spettacoli e progetti territoriali. La cerimonia ufficiale si è tenuta oggi presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Durante l’evento, il sindaco Biondi ha donato al presidente Mattarella la riproduzione anastatica della Bolla del Perdono emanata da Papa Celestino V, simbolo della storia e dell’identità culturale della città.
“La cultura è motore e anche collante di civiltà, è un patrimonio che dà pregio e significato agli stessi beni materiali di cui disponiamo, alla stessa natura che ci circonda e che abbiamo il dovere di tutelare. Un patrimonio, la cultura, che si sviluppa nel dialogo e nel confronto, che si arricchisce nello scambio, acquisendo il sapere degli altri e trasmettendo il proprio, ammirando la creatività e condividendola”, ha affermato Mattarella intervenendo all’inaugurazione di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
“Abbiamo la fortuna – ha aggiunto il capo dello Stato – di vivere in un Paese colmo di storia, di bellezze, di opere d’arte, di creazioni, che ha dato vita nei secoli alla nostra identità, grazie ai popoli che hanno abitato la nostra terra, alle loro travagliate vicende storiche, spesso liete, talvolta sofferte, all’incontro con altri popoli, allo sviluppo delle innovazioni e degli scambi”.
“L’immenso valore della cultura, di cui l’Aquila sarà capitale per il 2026, risalta ancor di più in questo periodo storico, in un mondo in cui vi sono molteplici motivi di preoccupazione. Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento, sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione. La cultura – ha quindi ribadito Mattarella – è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace. La nostra responsabilità è consentire di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Vuol dire investire in democrazia”.
“L’Aquila, non è nuova a sfide difficili. Ardua è stata quella con la quale si è misurata dopo l’immane tragedia del terremoto del 2009 e con la quale si sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio. Essere capitale della cultura sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana, impresa che prosegue verso il futuro”, ha detto il presidente della Repubblica.
“Un’impresa – ha aggiunto – che appartiene anzitutto a L’Aquila, ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutta l’Italia. In un tempo di sofferenze indimenticabili, l’Aquila e l’intera Italia seppero reagire e mobilitare energie. Il lavoro di recupero, di restauro, di riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti”.
“La cultura è l’anima di creatività e libertà – ha affermato Mattarella – Le sue varie espressioni hanno questo potere e questa terra ne ha viste tante eccellenti manifestazioni. Ignazio Silone, suo figlio illustre, ha scritto che la libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di sperimentare, di dire di no a qualsiasi autorità. Una terra feconda, l’Aquila. Terra di Celestino V, Pietro Angelario del Morrone, di cui la Chiesa ha riconosciuto la santità. Il perdono che elargì, scardinando ogni privilegio di ricchezza o di classe sociale, divenne un gesto rivoluzionario. Tutti potevano ricevere il perdono e aprirsi a vita nuova. La perdonanza è assai più di un rito che si ripete. È un segno universale che rappresenta questa città nella storia. L’Aquila, capitale del perdono, è dunque capitale di pace e di riconciliazione, così disse Papa Francesco durante la sua visita nell’agosto del 2022”.
“C’è tanto bisogno – ha ribadito il capo dello Stato – di questo seme nel mondo in cui ci troviamo, un seme che può rendere ancora più prezioso e affascinante l’anno da capitale della cultura italiana che questa città impersona e interpreta quest’anno. Cultura è rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l’umanesimo. Dobbiamo saper attingere e ispirarci alle nostre radici. È un errore, ha scritto Mario Pomilio, intellettuale abruzzese di grande finezza, pensare al male come a una sostanza che va annientata, quando esso è il contrario, è un’assenza, l’assenza di amore che va riempita di amore”.
“Auguro a L’Aquila, su ricordo di questi grandi uomini di cultura di queste terre, auguro a tutti gli abruzzesi, a quanti si impegneranno nel programma della Capitale della Cultura 2026, a coloro che vi faranno visita dalle altre regioni italiane, dai Paesi europei e da altri continenti di contribuire a riempire sapientemente – ha concluso Mattarella – i vuoti di questo cambiamento d’epoca. Le arti, gli spettacoli, le iniziative a carattere educativo e culturale produrranno certamente opportunità per dare fiducia e per immetterla nella comunità”.
Intervenendo alla cerimonia, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato che “la felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero e, via così, per cerchi concentrici sempre più ampi. In varie occasioni, da ultimo come presidente del MAXXI-Roma e del MAXXI-L’Aquila, ho testimoniato la vicinanza personale a questi luoghi del mio cuore e successivamente ho voluto confermare la cura assidua del Ministero della Cultura verso le esigenze materiali e immateriali delle comunità radicate in questo territorio. A tutti voi, a tutte voi, rivolgo il mio auspicio affinché L’Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata”.
“Sono molto emozionato. Io sono molto legato a L’Aquila, sono cresciuto qui. E questa emozione mi rende più difficile dirigere oggi su questo palco che su quello di Sanremo”. Così, sorridendo, il maestro Leonardo De Amicis ha risposto alla conduttrice Francesca Fagnani nelle battute conclusive della cerimonia d’inaugurazione dell’Aquila capitale della Cultura 2026. La cerimonia, condotta da Francesca Fagnani con Paride Vitale, ha visto salire sul palco, tra letture e brani musicali: l’attore Giorgio Pasotti, direttore del teatro stabile de L’Aquila, i cantautori Simone Cristicchi e Amara (‘Che sia benedetta’ e ‘La cura’, alcuni dei brani intonati), il baritono Gianluca Ginoble (parte del trio Il Volo), l’attrice Viola Graziosi, la cantante Nicole Tuzii e il compositore nominato agli Oscar Fabrizio Mancinelli.
A dirigere l’orchestra in tutti i brani, a partire dall’Inno di Mameli che ha accolto l’ingresso di Mattarella, è stato appunto il maestro De Amicis, che ha curato anche la direzione artistica dell’evento.
