(Adnkronos) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è oggi alla Casa Bianca per l’incontro – il quarto da quando Donald Trump si è insediato il 20 gennaio – con il presidente americano. Al centro dell’incontro il piano in 21 punti per Gaza dell’amministrazione Trump. “Sono molto fiducioso” sulla possibilità che ci sia presto la pace a Gaza e che tutti siano d’accordo sul piano di pace, ha detto Trump rispondendo ai giornalisti. 

 

Intanto sequanto quanto riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte, Netanyahu ha telefonato al premier del Qatar Mohammed Bin Abdulrahman al-Thani, scusandosi per il raid del 9 settembre scorso a Doha che aveva come obiettivo la leadership di Hamas. Durante il colloquio il premier israeliano ha anche espresso “rammarico per l’uccisione di una guardia di sicurezza qatarina” nell’attacco. Le scuse ufficiali di Netanyahu erano la condizione che Doha aveva posto per riprendere la mediazione tra Israele e Hamas, come rivelato dallo stesso Ravid.  

 

Proprio funzionari del Qatar, da tempo impegnato nella difficile mediazione per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza, avrebbero assicurato a Trump, insieme ad altri Paesi arabi, di “essere in grado di convincere Hamas ad accettare un accordo che includa la smilitarizzazione”. La Cnn conferma che Trump ha parlato con l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al-Thani, prima del faccia a faccia in corso alla Casa Bianca. E, aggiunge la rete americana citando due fonti, un consigliere del Qatar è stato alla Casa Bianca prima che si incontrassero Trump e Netanyahu.  

 

Proteste davanti alla rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti a Tel Aviv. A riferirne è il sito di notizie israeliano Ynet, secondo cui fuori dalla missione diplomatica è radunato un gruppo di circa cento manifestanti che chiedono un accordo per il rilascio degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza. La notizia arriva mentre alla Casa Bianca è in corso l’atteso faccia a faccia tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. 

 

Poco prima della visita, un veicolo del Secret Service ha preso fuoco nei pressi della Casa Bianca, causando la chiusura di alcune strade, riporta Just the News, citando la propria corrispondente dalla Casa Bianca. Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è divampato nella parte posteriore di un Suv, senza provocare feriti.