(Adnkronos) – Sono presumibilmente morti i sei operai dispersi a seguito dell’incidente che ieri ha causato il crollo del ponte Francis Scott Key Bridge di Baltimora. A renderlo noto è stata la Guardia costiera americana annunciando la sospensione delle ricerche di sopravvissuti. I sei dispersi erano impegnati in lavori di riparazione. Tra loro figurano cittadini di origine guatemalteca e messicana.
La Guardia Costiera degli Stati Uniti sta esaminando tredici container danneggiati – alcuni contenenti materiali potenzialmente pericolosi – che erano a bordo della nave che si è schiantata contro il Francis Scott Key Bridge, stando ad un documento del governo degli Stati Uniti ottenuto dalla Cnn, che cita inoltre un funzionario statunitense a conoscenza dei fatti.
I container danneggiati, “alcuni con contenuti che riguardano i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie e/o materiali pericolosi (HAZMAT)” vengono esaminati da una squadra d’élite della Guardia costiera, secondo una nota della Federal Cybersecurity and Infrastructure Security Agency.
La nave portacontainer – la Dali battente bandiera di Singapore – ha preso fuoco ed è affondata. Secondo i siti di monitoraggio del traffico marittimo, la nave, salpata poco prima dell’una di notte ora locale, le sei del mattino in Italia, era diretta a Colombo, nello Sri Lanka.
Nel frattempo gli investigatori del National Transportation Safety Board sono saliti a bordo della Dali, la portacontainer che ha provocato il crollo del Francis Scott Key Bridge a Baltimora, e hanno recuperato la ‘scatola nera’ della nave, ha reso noto la presidente dell’agenzia federale per la sicurezza dei Trasporti, Jennifer Homendy, che alla Cnn ha spiegato che “alcuni investigatori sono saliti a bordo della nave la notte scorsa per ispezionare la sala macchine, il ponte e ogni sorta di documentazione elettronica o di altro tipo”.
“Ora abbiamo le registrazioni dei dati, che sono essenzialmente la scatola nera – ha continuato – l’abbiamo inviata al nostro laboratorio per analizzarla e sviluppare la dinamica degli eventi che hanno portato allo scontro con il ponte”.
Homendy ha spiegato che i dati potranno essere disponibili in giornata e che oggi il team di 24 investigatori tornerà a bordo della nave per raccogliere altri elementi. E sempre oggi inizieranno gli interrogatori di chi era a bordo al momento dell’impatto e anche di chi ha partecipato alle operazioni di soccorso, ha detto ancora la presidente del National Transportation Safety Board.
