(Adnkronos) – L’Isis ha rivendicato ufficialmente con una nota, pubblicata sui social, la responsabilità dell’attacco di ieri a Kerman in Iran in occasione delle celebrazioni per la morte del generale Qassem Soleimani. Responsabili delle esplosioni, fa sapere lo Stato islamico, sono stati due kamikaze. “Nell’ambito di una battaglia, con la grazia di Dio Onnipotente, i due fratelli martiri, Omar Al-Muwahid e Saifullah Al-Mujahid, si sono avviati verso un grande raduno di sciiti politeisti vicino alla tomba del loro leader morto, Qassem Suleimani, dove hanno fatto esplodere le loro cinture esplosive in mezzo alla folla, provocando l’uccisione e il ferimento di oltre 300 sciiti”, si legge nel testo di rivendicazione dell’Isis.  

L’Iran, ha detto il presidente Raisi nel colloquio di ieri sera con Al Thani dopo la strage di Kerman nel giorno delle commemorazioni del generale Qassem Soleimani, ucciso quattro anni fa in un raid Usa, “ha dimostrato che gli atti di terrorismo non possono intaccare la sua volontà, la coesione nazionale e lo spirito di resilienza”. 

E oggi una sparatoria sarebbe avvenuta nella città iraniana di Kerman all’indomani della strage, riferisce la tv satellitare al-Arabiya che rilancia “notizie non confermate” diffuse da media ufficiali della Repubblica Islamica. 

Intanto viene corretto al ribasso il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime della strage di ieri a Kerman. Le ultime notizie riportate dai media iraniani, che citano dati del ministero dell’Interno, parlano di almeno 84 morti e di molti feriti che versano in gravi condizioni. Il bilancio riportato nelle scorse ore parlava di oltre cento morti. Secondo quello provvisorio, confermato dal ministro dell’Interno iraniano, Ahmad Vahidi, sono inoltre 284 le persone rimaste ferite a causa delle due esplosioni e 220 sono tuttora ricoverate in ospedale. Vahidi, riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, ha fatto visita ai feriti.