(Adnkronos) –
E’ scatta oggi, venerdì 24 novembre 2023, nella Striscia di Gaza la tregua di 4 giorni tra Israele e Hamas, durante la quale saranno liberati 50 ostaggi israeliani. I primi 13 lasceranno Gaza nel pomeriggio. E’ quanto prevede l’accordo entrato in vigore alle 7 ora locale, le 6 in Italia. Il servizio carcerario israeliano (Ips) ha già avviato il processo di liberazione dei prigionieri palestinesi. Difficile dire se la tregua resisterà. Nel frattempo i primi camion, parte del convoglio di aiuti umanitari destinati a Gaza dopo l’inizio della tregua, sono entrati attraverso il valico di Rafah. 

 

Quattro cisterne di carburante e quattro camion con gas da cucina sono entrati questa mattina nella Striscia di Gaza dal valico di Rafah. Lo ha reso noto il Cogat, l’ente del ministero della Difesa israeliano per il coordinamento delle attività nei Territori palestinesi, citato da Times of Israel. La consegna rientra “nel quadro della tregua e del calendario per il rilascio degli ostaggi concordato con gli Stati Uniti, con la mediazione del Qatar e dell’Egitto”, afferma il Cogat. ”Il carburante e il gas da cucina sono destinati al funzionamento delle infrastrutture umanitarie essenziali nella Striscia di Gaza”, ha aggiunto. 

 

Il rilascio dei 13 ostaggi dovrebbe avvenire alle 16 ora locale, le 15 in Italia. Le persone liberate verranno prese in consegna dai militari israeliani ”in prossimità del confine”, spiegano le Idf. Successivamente verranno trasferiti nella base aerea di Hatzerim nel sud di Israele, dove dovrebbero arrivare intorno alle 18 ora locale, le 17 in Italia. Da qui saranno poi portati negli ospedali e riuniti con le loro famiglie. Le donne anziane e i bambini saranno portati in ospedali differenti, precisano le fonti delle Idf citate da Haaretz. Tutti gli ostaggi resteranno sotto osservazione medica per due giorni. 

Non è chiaro chi sarà il primo gruppo a essere rilasciato, ma ci sono state molte segnalazioni sulla possibilità che venga rilasciato Avigail Idan, un bambino americano che oggi compie 4 anni. Alla domanda sulla possibilità che il bambino sia tra le persone che saranno rilasciate, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto: “Tengo le dita incrociate”. Secondo il Jerusalem Post , Avigail è stato rapito dal kibbutz Kfar Aza il 7 ottobre durante l’attacco di Hamas nel sud di Israele. I suoi genitori, Roee e Smadar Idan, sono stati uccisi, mentre i suoi due fratelli maggiori sono sopravvissuti nascondendosi negli armadi. Tra le donne liberate non dovrebbero esserci soldati. 

 

”Tutti per tutti”. E’ l’obiettivo che vuole raggiungere la Jihad Islamica palestinese, secondo quanto spiegato su Telegram dal segretario generale Ziyad al-Nahhala. Ovvero vuole riuscire a convincere Israele a rilasciare tutti i detenuti palestinesi dalle carceri israeliane in cambio della liberazione di tutti gli ostaggi nella Striscia di Gaza. ”Più tardi costringeremo il nemico ad accettare un importante accordo per lo scambio di ostaggi, che garantirà il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi secondo la formula ‘tutti per tutti”’, ha dichiarato al-Nahhala. 

 

Il governo egiziano ha assicurato oggi di aver “intensificato i contatti” con Israele e Hamas per “consolidare” la tregua di quattro giorni. “Questi contatti cercano di evitare violazioni, soprattutto dopo che Israele ha aperto il fuoco intorno all’ospedale indonesiano” nel nord della Striscia, spiegano le autorità egiziane.  

 

L’esercito israeliano (Idf) ha detto che le sirene di allarme sono suonate in due comunità israeliane vicino a Gaza, ma non c’è alcuna conferma immediata che si fossero verificati attacchi o di eventuali danni o vittime. Sembra che le ostilità siano continuate fino all’ultimo momento, con le forze israeliane che avrebbero attaccato durante la notte l’ospedale indonesiano nel nord di Gaza, oltre a colpire un edificio residenziale nel campo profughi di Nuseirat, nel centro di Gaza. Giornalisti della Cnn e della Bbc a Sderot ha parlato di un attacco aereo israeliano e del suono di armi leggere, droni e mortai a meno di un’ora dell’inizio della tregua. Ieri sera un raid aereo ha ucciso Amar Abu Jalalah, comandante delle forze navali di Hamas a Khan Yunis, nel sud della Striscia, e un altro agente delle forze navali di Hamas.  

 

Il leader di Hamas Ismail Haniyeh ha definito il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza una vittoria politica. In un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian a Doha, ha affermato che “il cessate il fuoco è una vittoria politica ottenuta come risultato del successo delle forze di resistenza sul terreno. Il nostro nemico ha ucciso donne, bambini e altri civili e ha distrutto le loro case, ma non è mai riuscito a raggiungere i suoi obiettivi”, scrive l’agenzia di stampa Isna. 

Da parte sua, Abdollahian ha affermato che “l’obiettivo dell’attacco di Israele a Gaza era quello di distruggere Hamas, ma dopo più di un mese di azioni militari aggressive, Israele e gli Stati Uniti non sono ancora riusciti a farcela e hanno dovuto negoziare con Hamas un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi”. 

 

“La guerra non è ancora finita. La pausa umanitaria è temporanea. Il nord della Striscia di Gaza è una pericolosa zona di guerra ed è vietato spostarsi verso nord. Per la tua sicurezza, devi rimanere nella zona umanitaria del sud”, l’avvertimento del portavoce militare israeliano Avichay Adraee ai civili palestinesi a Gaza, in un messaggio in arabo su X.  

Intanto su al jazeera, ha pubblicato un filmato che mostra famiglie palestinesi che iniziano a tornare alle loro case nelle aree meridionali della Striscia di Gaza dopo l’inizio della tregua. 

 

Circa 130.000 litri di gasolio e quattro camion di gas entreranno a Gaza dall’Egitto ogni giorno a partire da oggi. Lo ha reso noto Diaa Rashwan, presidente del Servizio di informazione statale egiziano, aggiungendo che anche “duecento camion, carichi di cibo, medicine e acqua, entreranno ogni giorno per la prima volta dall’inizio della guerra israeliana nella Striscia”. Rashwan ha affermato che l’Egitto continuerà a ricevere gruppi di feriti da Gaza per curarli e faciliterà l’evacuazione degli stranieri e dei cittadini con doppia nazionalità che sono rimasti bloccati nel territorio. Ha anche detto che, per la prima volta dall’inizio del conflitto, l’Egitto permetterà l’ingresso ai palestinesi che desiderano entrare a Gaza attraverso il valico di frontiera di Rafah. 

 

L’annuncio dell’intesa è arrivato ieri, al termine di una giornata di incontri, durante la quale la fumata bianca è apparsa a rischio di fronte alla mancata consegna da parte di Hamas della lista delle persone da liberare. In serata la svolta. L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato di aver ricevuto una lista preliminare degli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati. Il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, ha però avvertito: “Sarà una tregua breve, al termine della quale i combattimenti continueranno intensamente e faremo pressione per riportare indietro altri ostaggi. Si prevedono almeno altri due mesi di combattimenti”. 

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrebbe chiesto a Netanyahu di agire con calma anche al confine settentrionale con il Libano. A sostenerlo sono i media israeliani che citano una fonte anonima. Netanyahu non avrebbe fatto alcuna promessa su tema al presidente degli Usa.