(Adnkronos) –
Combattimenti in corso a Gaza attorno all’ospedale al Shifa, dove secondo le forze israeliane si nasconde la raccaforte di Hamas. Lo affermano, secondo le ultime news di oggi 10 novembre 2023, Hamas e media palestinesi, secondo cui i militari israeliani sono anche attorno all’ospedale al-Rantisi e dall’ospedale Nasser.
Usando carri armati e veicoli blindati, hanno chiuso un perimetro di circa 100 metri intorno a questi ospedali, dove sono rifugiati migliaia di feriti e di sfollati.Molti di loro hanno inviato appelli dall’ospedale chiedendo di poter fuggire. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di questi ospedali, ma, senza garanzie da parte di organizzazioni internazionali come la Croce Rossa, le persone non si assumono il rischio di andarsene sotto i bombardamenti dell’Idf.
“Israele non cerca di conquistare, occupare o governare Gaza”, ha intanto ribadito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando però che sarà necessaria “una forza credibile” per porre fine al dominio di Hamas sul territorio. Dovrebbe scattare oggi la tregua quotidiana di 4 ore concessa da Israele per permettere l’assistenza umanitaria e la fuga dei civili. Intanto l’Iran avverte: “Ampliamento guerra inevitabile”.
Il direttore dell’ospedale Al Shifa ha affermato questa mattina che uno degli edifici dell’ospedale è stato colpito e danneggiato da un attacco israeliano. Secondo il direttore l’edificio colpito viene utilizzato per le emergenze mediche e accoglie rifugiati. A quanto riferisce un corrispondente della Bbc a Gaza, le forze israeliane hanno circondato l’ospedale su quattro lati e si trovano a circa 250 metri di distanza. Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno diffuso ieri notte il video dell’interrogatorio di terroristi catturati il 7 ottobre, secondo i quali i leader di Hamas, e forse anche il capo Yahia Sinwar, si nascondono all’ospedale al Shifa.
“Ciò che vogliamo è una Gaza smilitarizzata, deradicalizzata e ricostruita”, ha affermato. “Dobbiamo distruggere Hamas, non solo per il nostro bene, ma per il bene di tutti”. Netanyahu ha poi insistito sul fatto che il cessate il fuoco non è un’opzione, anche se le operazioni a Gaza hanno richiesto “più tempo” del previsto. “Un cessate il fuoco con Hamas significa arrendersi a Hamas, arrendersi al terrore e la vittoria dell’asse del terrore iraniano, quindi non ci sarà un cessate il fuoco senza il rilascio degli ostaggi israeliani”, ha detto.
“Troppi palestinesi sono stati uccisi, troppi hanno sofferto nelle ultime settimane” e “vogliamo fare tutto il possibile per evitare danni e aumentare l’assistenza per loro”, motivo per cui “continueremo a parlare con Israele dei passi concreti da fare per questi obiettivi”. Lo ha detto da Nuova Delhi Antony Blinken in dichiarazioni rilanciate dalla Cnn, le più forti del segretario di Stato Usa sulle vittime civili del conflitto tra Israele e Hamas. Blinken ha ribadito l’impegno per “riportare a casa gli ostaggi” trattenuti a Gaza dal 7 ottobre ed evitare l’allargamento del conflitto.
Il segretario di Stato ha lodato Israele per l’annuncio di quotidiane pause umanitarie a Gaza, ma – ha detto – “si può e si deve fare di più per ridurre i danni per i civili palestinesi”. Il segretario di Stato Usa ha riconosciuto che “sono stati fatti progressi” dal suo incontro di venerdì scorso a Tel Aviv con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Niente sfollamento forzato dei palestinesi da Gaza. No all’uso di Gaza come piattaforma per lanciare attacchi terroristici o di altro tipo contro Israele – ha rimarcato Blinken – Niente riduzione del territorio di Gaza e un impegno alla governance palestinese per Gaza e la Cisgiordania, in modo unificato”. E queste sono, ha precisato, alcune delle “idee presentate” e “condivise da altri”. “Abbiamo piani concreti, cose concrete su cui lavoriamo” per aumentare l’assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza, ha assicurato. E in questo momento, ha puntualizzato, si è nella fase di passaggio dall’ “intesa all’attuazione”.
Il leader palestinese Mahmoud Abbas ha espresso la disponibilità dell’Anp ad assumere responsabilità nella Striscia di Gaza, nel quadro di una soluzione politica complessiva della questione palestinese che includa i territori della Cisgiordania, Gerusalemme est e della Striscia di Gaza, si legge sul Guardian.
Le forze israeliane (Idf) hanno annunciato anche per oggi l’apertura, per sei ore (fino alle 16 ora locale, le 15 in Italia), del percorso lungo la Salah al-Din Road indicato per gli spostamenti dei civili dal nord della Striscia di Gaza verso il sud. “Il nord della Striscia è considerato una zona di violenti combattimenti e il tempo per lasciare l’area sta finendo”, ha ribadito su X il portavoce delle Idf per i media arabi, Avichay Adraee, chiedendo alla popolazione di Gaza di “unirsi alle centinaia di migliaia di persone che hanno risposto agli inviti e si sono spostate negli ultimi giorni verso il sud” dell’enclave palestinese nel mirino delle operazioni israeliane dal terribile attacco di un mese fa in Israele di Hamas.
Il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite ha sollecitato un’indagine su quello che definisce l’uso da parte di Israele di “armi esplosive ad alto impatto” a Gaza, che starebbero causando una distruzione indiscriminata. Volker Turk, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha affermato che Israele deve porre fine all’uso di tali armi nell’area densamente popolata.
Gaza ospita 2,3 milioni di palestinesi, metà dei quali sono stati sfollati a causa dei combattimenti dell’ultimo mese. Turk ha dichiarato in una conferenza stampa durante una visita ad Amman che l’uso di queste armi “sta chiaramente avendo un impatto devastante sul piano umanitario e sui diritti umani”. “Gli attacchi devono essere indagati… Abbiamo seri dubbi che non si tratti di attacchi sproporzionati in violazione del diritto umanitario internazionale”.
L’ospedale indonesiano di Gaza avverte che potrebbe cessare di funzionare oggi a causa della mancanza di carburante per alimentare la corrente elettrica. Lo ha reso noto il direttore dell’ospedale Atef Kahlout in un videomessaggio trasmesso. Lo stesso ospedale è stato danneggiato da un raid israeliano finalizzato a colpire un’area nelle sue vicinanza. Lo ha riferito il ministero degli Esteri indonesiano, precisando che l’obiettivo dell’attacco era la zona di Taliza’tar, che si trova “molto vicino” all’ospedale, che ha subito danni. Tre volontari indonesiani erano nel seminterrato quando è avvenuto l’attacco, ma non hanno riportato ferite.
Un ampliamento della portata della guerra a Gaza è inevitabile a causa della crescente “aggressione” israeliana. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian al suo omologo del Qatar, Sheikh Mohammed Bin Abdulrahman al-Thani, secondo quanto riferito da Press TV.
In una dichiarazione congiunta, l’Idf e il servizio di sicurezza israeliano Shin Bet hanno affermato che le forze di Tel Aviv che operavano nel quartiere di Jabalia, nel nord di Gaza, hanno ucciso membri della forza Nukhba di Hamas che avevano partecipato agli attacchi nel sud di Israele il 7 ottobre.
Tra i morti di Hamas ci sono Ahmed Musa, comandante di una squadra della Forza Nukhba che ha diretto gli attacchi alla base Zikim dell’Idf, al Kibbutz Zikim e alla postazione militare a Iftah, e il comandante sul campo di Hamas Omar Alhandi. Anche Muhammad Kahlot, il capo dell’unità di cecchini del nord di Hamas, è stato ucciso.
La settima brigata corazzata delle Forze di difesa israeliane ha rivendicato inoltre di aver ucciso 30 “terroristi operativi” in un avamposto e un campo di addestramento di Hamas nel nord della Striscia. Nel corso dell’operazione, viene reso noto, sono stati requisti fucili d’assalto, razzi, mortai, droni, mappe ed equipaggiamenti di comunicazione. Armi e altro materiale sono stati trovati in un raid negli uffici di Muhammad Sinwar, fratello del leader di Hamas nella Striscia, Yahya Sinwar.
Israele ha accettato di impegnarsi in una tregua quotidiana di quattro ore nella guerra contro Hamas, nel nord della Striscia di Gaza, per permettere l’assistenza umanitaria e la fuga dei civili. Gli israeliani daranno un preannuncio di tre ore prima delle pause e ci saranno due corridoi umanitari che consentiranno alle persone di fuggire.
Da parte sua il braccio armato della Jihad Islamica palestinese, le Brigate al-Quds, ha annunciato la disponibilità a rilasciare due ostaggi israeliani per motivi umanitari e medici.
Le forze israeliane (Idf) hanno confermato di aver effettuato raid in Siria. “In risposta a un drone dalla Siria che ieri ha colpito una scuola a Eilat (nel sud di Israele), le Idf hanno attaccato l’organizzazione responsabile dell’attacco”, si legge sul social X. Le forze israeliane ritengono “il regime siriano pienamente responsabile per ogni attività di terrore che parte dal suo territorio”. Le Idf non chiariscono chi fosse dietro all’esplosione provocata ieri dal drone, che non ha fatto vittime, o quali obiettivi siano stati colpiti in Siria.
