(Adnkronos) – Mentre proseguono i raid israeliani nella Striscia di Gaza a oltre due settimane dall’attacco di Hamas lo scorso 7 ottobre, Israele – che sta trattando sul rilascio degli ostaggi – ha deciso di “rinviare l’operazione di terra”. Secondo le ultime news di oggi 24 ottobre, le Forze di difesa israeliane hanno reso noto di aver condotto raid contro circa 400 obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, uccidendo diversi comandanti e operativi. Le Idf sostengono che i militanti, molti dei quali nascosti nelle moschee, si preparavano al lancio di razzi contro Israele. Colpito anche l’ingresso di un tunnel sulla costa e centri di comando. Tra le vittime ci sono i vice comandanti dei battaglioni di Nuseirat, Shati e Furqan. 

Sono almeno 140 le vittime dei raid aerei condotti nella notte dalle Forze di difesa israeliana, riferisce un comunicato stampa del governo di Hamas rilanciato dall’emittente al-Arabiya. ”Oltre 140 persone sono state martirizzate e centinaia sono state ferite nei massacri commessi dai raid dell’occupazione israeliana”, si legge nella nota. 

Israele ha deciso di “rinviare l’operazione di terra” nella Striscia di Gaza. In attesa dell’arrivo di altri asset americani nella regione, la rivelazione è arrivata dalla radio dell’Esercito israeliano a meno di una settimana dalla missione in Israele di Joe Biden, che a Benyamin Netanyahu ha confermato il sostegno Usa, ma ha anche ricordato agli israeliani “gli errori” fatti dagli Stati Uniti dopo gli attacchi dell’11 Settembre 2001. Gli Stati Uniti ora cercano di prevenire lo scenario di una guerra più ampia nella regione in un quadro in cui le speranze dell’Amministrazione Usa di espansione degli Accordi di Abramo, sottoscritti da Israele con alcuni Paesi arabi all’epoca di Donald Trump alla Casa Bianca, sembrano almeno ‘archiviate’. La diplomazia però non si ferma. Prima di Biden erano stati in missione nella regione il segretario di Stato Usa, Antony Blinken e il capo del Pentagono Lloyd Austin che poco dopo il summit del Cairo di sabato ha annunciato il dispiegamento di altri asset Usa nella regione. E, evidenzia il Washington Post, sebbene Biden sia riuscito a ritardare l’avvio di un’offensiva israeliana a Gaza, la probabilità di una estenuante guerra di terra resta alta. 

A Tel Aviv è arrivato il presidente francese Emmanuel Macron per esprimere la sua “piena solidarietà” a Israele. Nel corso degli incontri che avrà con il premier Benyamin Netanyahu e con il presidente Isaac Herzog, Macron ribadirà l’importanza di “preservare la popolazione civile” a Gaza, hanno fatto sapere fonti della presidenza. 

In una nota, l’Eliseo sottolinea “i tre grandi obiettivi” della visita del presidente: “mostrare la piena solidarietà della Francia a Israele di fronte a uno dei più gravi attacchi contro la sua popolazione dalla fondazione dello Stato, continuare a mobilitarsi per evitare una pericolosa escalation nella regione e ribadire l’importanza di preservare le popolazioni civili; infine, aprire una prospettiva politica e trovare un ampio consenso internazionale, che richieda l’impegno di un gran numero di partner per la sicurezza di Israele e la ripresa decisiva di un vero processo di pace”. 

Il programma della visita prevede, dopo un incontro con un gruppo di famigliari degli ostaggi, un colloquio con il presidente Isaac Herzog, poi con Benyamin Netanyahu. Al termine di una dichiarazione alla stampa insieme al premier, Macron vedrà anche Benny Gantz, l’ex premier entrato nel gabinetto di guerra del governo di emergenza nazionale, e il leader dell’opposizione Yair Lapid. 

“Auspichiamo che la guerra sia rapida ed efficace ma potrebbe essere anche una lunga guerra”. Ad affermarlo è il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di una conferenza stampa dopo l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron. Hamas, sottolinea, “sono i nuovi nazisti, e come nella seconda guerra mondiale quando gli alleati hanno sostenuto la resistenza francese, la comunità internazionale sostiene Israele” in questo conflitto. 

La Striscia di Gaza “non è una enclave che si trova a migliaia di chilometri. E’ come avere l’Isis in periferia di Parigi, è l’equivalente. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo fare per distruggere Hamas, per distruggere la sua struttura politica”. 

Intanto, Netanyahu, “faremo tutti gli sforzi necessari per liberare gli ostaggi e proteggere civili palestinesi. Hamas utilizza i propri civili come scudo umano. I civili devono lasciare il Nord per andare verso il Sud dove avranno l’accesso agli aiuti umanitari ma Hamas impedisce ai civili di lasciare il territorio. Hamas va distrutto”, ribadisce il premier israeliano. 

E’ fallita la trattativa tra Hamas e Israele per il rilascio di 50 ostaggi con doppia nazionalità in cambio di carburante. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti ben informate e vicine ai colloqui. Israele teme infatti che il carburante finisca nelle mani di Hamas e lo usi per ulteriori attacchi. Inoltre le autorità israeliane chiedono il rilascio di tutti gli ostaggi, circa 220. 

Nelle scorse ore il portavoce internazionale delle Forze di difesa israeliana (Idf) Jonathan Conricus aveva sostenuto in un tweet che Hamas era in possesso di un milione di litri di carburante, ma non lo consegnava agli ospedali impedendo il loro funzionamento e quindi infliggendo ulteriore sofferenza alla popolazione di Gaza. 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno scritto agli abitanti della Striscia di Gaza chiedendo loro di fornire informazioni sugli ostaggi nelle mani di Hamas e promettendo in cambio ”sicurezza e ricompense”. Lo ha annunciato in un tweet il portavoce militare delle Idf, il contrammiraglio Daniel Hagari, condividendo contatti telefonici, di Telegram e Watshapp per mettersi in contatto. 

Nel messaggio condiviso in arabo si legge: ”Se vuoi un futuro migliore per te e per tuo figlio, agisci e forniscici al più presto informazioni concrete e utili sui rapiti nella tua zona. L’esercito israeliano ti assicura che farà il massimo sforzo per fornirti sicurezza e una casa, oltre a una ricompensa in denaro. Ti garantiamo la completa riservatezza”. Firmato, le Forze di difesa israeliane. 

Nel frattempo Joe Biden ha avuto in nottata un nuovo contatto telefonico con Benyamin Netanyahu. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, il presidente ha accolto con favore il rilascio di altri due ostaggi da Gaza e ha riaffermato il suo impegno nei confronti degli sforzi in corso per assicurare il rilascio di tutti gli altri ostaggi presi da Hamas – compresi gli americani – e per garantire un passaggio sicuro ai cittadini statunitensi e agli altri civili a Gaza. Biden ha anche sottolineato la necessità di sostenere un flusso continuo di assistenza umanitaria urgentemente necessaria a Gaza. 

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avuto contatti telefonici, i primi dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre scorso, con i ministri degli Esteri di Israele, Eli Cohen, e dell’Autorità nazionale palestinese, Ryad al Maliki. Secondo quanto comunicato a Pechino, Wang ha sottolineato a Cohen che “tutti i Paesi hanno diritto all’autodifesa, ma che devono proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale: il compito più urgente adesso è impedire che ci sia un’ulteriore escalation che porti a un disastro umanitario ancora più grave”. Escalation “in corso” per la quale il capo della diplomazia di Pechino ha sottolineato la sua preoccupazione. 

Ad al Maliki, Wang ha espresso “la profonda solidarietà” cinese: “Quello di cui il popolo di Gaza ha bisogno di più al momento sono sicurezza, cibo e medici, non armi e munizioni”. 

La famosa attrice e influencer arabo-israeliana Maisa Abd Elhadi è stata arrestata a Nazareth dalla polizia israeliana con l’accusa di aver espresso il suo sostegno a Hamas e all’attacco sferrato contro Israele, con la successiva presa di ostaggi. Lo scrive il Times of Israel. 

La polizia ha confermato l’arresto di “un’attrice e influencer della rete, residente nella città di Nazareth, con l’accusa di espressioni di elogio al terrorismo e incitamento all’odio”. Nella nota si legge che ”la lotta della polizia contro l’incitamento e il sostegno al terrorismo continua ininterrottamente”. 

Sui social Abd Elhadi ha condiviso le immagini di una donna anziana presa in ostaggio da Hamas con emoji sorridenti e un’altra immagine delle forze di Hamas che violano la barriera di sicurezza di Israele con la didascalia in inglese “Andiamo, in stile berlinese”. Abd Elhadi è apparsa in diversi spettacoli israeliani, nel film ‘World War Z’ e, più recentemente, nella serie britannica ‘Baghdad Central’.