(Adnkronos) – Hamas sarebbe disponibile a rilasciare gli ostaggi se Israele dovesse fermare i raid sulla Striscia di Gaza. Lo ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, aggiungendo che sono quasi 200 le persone prigioniere al momento. I responsabili di Hamas “hanno dichiarato di essere pronti a prendere le misure necessarie per liberare i cittadini e i civili, detenuti dai gruppi di resistenza, ma il loro punto è che tali misure richiedono preparativi impossibili sotto i bombardamenti quotidiani su Gaza” ha detto il portavoce, mentre l’organizzazione islamista non si è pronunciata pubblicamente sul tema.
“Abbiamo sentito che non hanno problemi a continuare a resistere – ha detto Kanaani, riferendosi ad Hamas -. Ha detto che la resistenza possiede la capacità militare per continuare a resistere sul campo per molto tempo”.
Il governo di Israele “chiede di conoscere la sorte degli ostaggi” catturati da Hamas e portati a Gaza “prima di concordare eventualmente una tregua temporanea”. Lo sostiene la tv panaraba al-Arabiya citando fonti proprie. Israele e Hamas hanno entrambi smentito le notizie circolate in precedenza che parlavano di un accordo raggiunto per una tregua temporanea nella Striscia di Gaza.
“Israele ha iniziato a imparare dagli errori che hanno portato all’infiltrazione mortale di Hamas il 7 ottobre” ha detto alla Knesset il primo ministro Benjamin Netanyahu. Il premier israeliano ha lanciato un duro avvertimento al gruppo terroristico libanese Hezbollah e all’Iran: “Non metteteci alla prova o verrete gravemente danneggiati”. La nazione di Israele “è unita nel suo obiettivo della vittoria”, aggiunge il premier, invitando il mondo a “unirsi e a combattere Hamas”. “Ora molti in tutto il mondo capiscono chi ha di fronte Israele. Capiscono che Hamas rappresenta una nuova versione del nazismo. Proprio come il mondo si è unito per sconfiggere i nazisti e l’Isis, così deve unirsi per sconfiggere Hamas – ha detto ancora -. Ci impegniamo per tutte le famiglie. Non allenteremo i nostri sforzi per riportare indietro i nostri fratelli e sorelle”.
Almeno cinque persone sono rimaste uccise e 15 ferite in un raid aereo israeliano, “effettuato senza preavviso”, che ha preso di mira un’abitazione a Rafah nel sud della Striscia di Gaza. Lo afferma il ministero degli Interni di Gaza, controllata da Hamas, come riporta la tv satellitare al-Jazeera.
L’esercito israeliano intanto rivendica di aver compiuto dozzine di raid contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza, compresi diversi centri di comando, postazioni di lancio di mortaio, compound militari. In particolare, riferisce Times of Israel, è stato colpito il quartier generale di Ali Qadhi, un comandante di Hamas, ucciso due giorni fa in un raid israeliano.
Il primo ministro dell’autorità nazionale palestinese (Anp) Mohammad Shtayyeh ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire ”immediatamente” in aiuto della popolazione civile della Striscia di Gaza, affermando che sono necessari “corridoi umanitari urgenti”. Shtayyeh ha accusato Israele di ”prendere di mira obiettivi civili e gli ospedali” e ha sostenuto che ”500 donne sono state uccise” e che ”circa 11mila persone sono rimaste ferite”. Shtayyeh ha aggiunto che ”non siamo animali come ci stanno dipingendo. La nostra gente è sotto bombardamento. Abbiamo bisogno di corridoi umanitari”. In particolare il premier palestinese ha chiesto a Israele di smettere di “sfrattare le persone dalla loro terra”.
Israele non ha permesso l’apertura del valico di Rafah tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, che avrebbe permesso la consegna di aiuti umanitari alla popolazione assediata. Lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, spiegando che il governo israeliano deve ancora dare l’autorizzazione necessaria all’apertura del valico. Secondo il capo della diplomazia del Cairo è “pericolosa” la condizione dei palestinesi nella Striscia di Gaza.
Per il momento, ha detto una fonte locale all’emittente britannica, sono entrati a Gaza 150mila litri di carburante provenienti dall’Egitto, che serviranno ad azionare le pompe per l’acqua. Dal lato egiziano del valico vi sono lunghe code di camion in attesa di portare gli aiuti umanitari di cui c’è disperata necessità. Dall’altra parte, folle di palestinesi con un passaporto straniero sperano di uscire dalla Striscia.
Israele sta rispondendo al fuoco in Libano dopo che un colpo è stato sparato contro le sue forze. Lo ha scritto su X il portavoce delle forze di difesa israeliane Daniel Hagari, aggiungendo che non ci sono state vittime israeliane.
