(Adnkronos) – Un professore è stato ucciso a coltellate in un liceo di Arras, in Francia dove oggi un uomo ha fatto irruzione al grido di “Allah Akbar”, pugnalando a morte il docente. L’aggressore, un ventenne di origine cecena, è stato arrestato.
Nell’attacco sono rimaste ferite diverse persone, due delle quali sono in condizioni gravi, ha reso noto il prefetto. “Un’operazione di polizia è in corso al liceo Gambetta di Arras, l’autore dei fatti è stato arrestato”, ha scritto su X il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin. La procura nazionale antiterrorismo francese ha aperto un’inchiesta. I reati contestati sono “assassinio in relazione a un’associazione terroristica, tentato assassinio e associazione terroristica”.
Un video dell’aggressione nella scuola di Arras ha iniziato a circolare rapidamente sui social network. Nelle riprese effettuate dalle finestre del liceo da alcuni studenti si vede l’aggressore, armato di coltello, attaccare alcune persone nel cortile della scuola. Nel video si vede il ragazzo, che indossa una giacca grigia, avanzare con passo sicuro, mentre qualcuno cerca di tenerlo a bada con una sedia. Si vede anche un uomo cadere. “È il vicepreside”, ha detto un alunno la cui voce è udibile nel video. L’uomo caduto di schiena è stato picchiato dall’aggressore, che poi si è indirizzato verso altre persone.
L’autore dell’attacco identificato in Mohamed Mogouchkov, ceceno nato nel 2003 nella Federazione, era stato schedato dalle forze di sicurezza con la ‘fiché S’, riservato alle persone da monitorare per legami con l’estremismo islamico. Dal 2 ottobre era stato schedato come minaccia alla sicurezza nazionale, rivela l’emittente Bfmtv, ricordando che il giovane era sotto sorveglianza dei servizi della Dgsi ed era stato controllato ieri, senza che gli fosse contestato nulla. Il suo profilo è quello di “un individuo radicalizzato il cui potenziale era noto ma che ha deciso di passare improvvisamente all’azione, rendendo difficile la sua neutralizzazione”, ha detto una fonte vicina al dossier.
Da diverse settimane, i servizi di sicurezza francesi stanno esprimendo una particolare preoccupazione per la radicalizzazione dei giovani nord-caucasici. Secondo quanto riferisce le Figaro il 20enne aveva studiato nel liceo Gambetta teatro della tragedia.
Si chiamava Dominique Bernard il 57enne insegnante di francese ucciso questa mattina al grido di “Allah Akbar” da Mohammed Mogouchkov. Bernard aveva lavorato per tutta la sua carriera nel nord della Francia e ultimamente insegnava letteratura francese agli alunni del quinto anno. “Era un po’ severo, ma gentile”, lo ricorda a Le Figaro uno degli alunni intervistati sul posto. Lilou, un’allieva del quarto anno, ricorda un insegnante piacevole nelle sue lezioni fino allo scorso anno, quando purtroppo Bernard si era assentato per un lungo periodo di malattia. Louis, un alunno dell’ultimo anno, racconta che Bernard era stato insegnante di suo padre in un’altra scuola ad Arras. “Mio padre è scioccato, lo ricorda come un insegnante molto gentile”, ha dichiarato a 20 Minutes. Dominique Bernard era originario di Arras e aveva deciso di tornare in città più di quindici anni fa, dopo aver lavorato in classi preparatorie a Lille.
La famiglia di Mohamed Mogouchkov è stata oggetto di un tentativo di espulsione nel 2014, quando viveva a Rennes. Tuttavia, la mobilitazione di diverse associazioni tra cui Mrap, Cimade e Resf, aveva sventato l’operazione, riporta Le Figaro. La famiglia Mogouchkov, che all’epoca viveva a Rennes (Ille-et-Vilaine), era stata svegliata nelle prime ore del 19 febbraio del 2014 dalla polizia di frontiera per essere condotta all’aeroporto di Saint-Jacques e deportata a Mosca, ha riferito France 3. Ma la mobilitazione di alcune associazioni, tra cui Mrap, Cimade e Resf, aveva sventato l’operazione, con la denuncia del tentativo di deportazione del bambino in età scolare. Le associazioni avevano evocato il rischio di “nuovo caso Leonarda”, in riferimento all’arresto e successiva espulsione in Kosovo della quindicenne rom immigrata clandestina Leonarda Dibrani nel 2013.
Il presidente francese Emmanuel Macron si è recato ad Arras, nella regione del Pas de Calais dove è avvenuto l’attacco e ha visitato la scuola accompagnato dal ministro degli Interni Gérald Darmanin e dal ministro dell’Istruzione Gabriel Attal. Quest’ultimo subito dopo l’attentato ha dato istruzioni ai presidi di tutte le scuole francesi di rafforzare la sicurezza. “Vi chiedo di prendere immediatamente tutte le misure necessarie per rafforzare la sicurezza in tutte le scuole e gli istituti e di contattare i prefetti. Qualsiasi situazione – si lege nel documento emanato da Attal – deve essere immediatamente segnalata all’unità di crisi ministeriale”.
Un uomo armato di un coltello è stato arrestato intorno alle 15.30 a Limay, nella regione francese delle Yvelines, riferisce Le Figaro. L’uomo era uscito da una sala di preghiera e si trovava nei pressi del liceo Condorcet. Il sospetto è noto perché radicalizzato.
L’attacco di oggi al liceo di Arras non è il primo in Francia compiuto da terroristi di origine cecena. Il 16 ottobre del 2020 Samuel Paty fu ucciso e decapitato fuori della sua scuola, in un sobborgo di Parigi, dopo aver mostrato delle caricature del profeta Maometto durante un dibattito in classe sulla libertà di espressione. L’aggressore, il 18enne rifugiato ceceno Abdoullakh Anzorov, fu ucciso dalla polizia. In seguito fu trovato sul suo telefono del giovane, che si era radicalizzato, un testo con cui rivendicava la responsabilità dell’assassinio, con una foto dell’insegnante che nei giorni precedenti all’attacco era stato vittima di una campagna di attacchi sui social media.
