(Adnkronos) – Il gabinetto di sicurezza israeliano ha confermato che Israele è ufficialmente in guerra dopo l’attacco di Hamas e può quindi intraprendere ”azioni militari significative”. Le ultime news di oggi, domenica 8 ottobre 2023, riportano l’annuncio dell’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che dopo l’incursione di centinaia di miliziani di Hamas aveva già parlato di stato di guerra. Il voto del gabinetto di sicurezza di Israele conferisce alla dichiarazione di Netanyahu valore legale. Questo è in conformità con la Legge 40 dello Stato di Israele, ovvero che il Paese non può entrare in guerra senza una decisione del governo in tal senso.
Sono almeno 600 le persone che hanno perso la vita nell’attacco sferrato da Hamas contro il sud di Israele. Il bilancio è stato fornito da Haaretz, aggiungendo che decine di militanti palestinesi si sono infiltrati in Israele da Gaza via terra, mare e aria e circa 2.500 razzi sono stati lanciati dalla Striscia.
Solo al rave attaccato da Hamas in Israele, vicino al confine con la Striscia di Gaza, si contano 250 morti. Lo riferiscono i media israeliani, scrivendo che molte vittime sono europei e americani.
Sono inoltre 2.048 le persone rimaste ferite e che risultano ricoverate in ospedale. Di questi, 20 sono in condizioni critiche e 330 sono feriti gravemente. Sono invece 750 gli israeliani che risultano ancora dispersi dopo l’attacco. Molti, tra cui anche donne e bambini, sarebbero stati rapiti dai miliziani.
Sono invece 370 i palestinesi uccisi. “Il numero dei morti causato dai bombardamento israeliano su Gaza è salito a 370 e circa 2.000 feriti”, ha riferito il ministero della Salute dell’Anp.
”Abbiamo notizie di diversi americani che sono stati uccisi e risultano dispersi” in Israele durante l’attacco di Hamas e ”stiamo lavorando oltremodo per verificarlo”, ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken alla Cnn.
Le brigate di al-Qassam, il braccio armato di Hamas, hanno annunciato che ”è in corso un attacco contro Sderot con un centinaio di missili”. Si tratta, affermano i miliziani, di un’azione ”in risposta all’attacco contro una moschea di Gaza” e contro ”abitazioni” nell’enclave palestinese condotto dall’esercito israeliano.
Un violento scontro a fuoco tra militari israeliani e miliziani di Hamas è in corso nella città di Magen, nel sud d Israele vicino al confine con la Striscia di Gaza. Lo riferisce il Times of Israel spiegando che l’esercito israeliano sta usando carri armati contro i miliziani. Continua quindi lo sforzo dell’Idf per liberare le zone israeliane dove è entrato Hamas.
Intanto questa mattina i jihadisti di Hamas hanno tentato una nuova incursione nel sud di Israele, nella zona di Eshkol. Lo riporta l’emittente Channel 12 citando abitanti nel kibbutz. Le Forze di difesa israeliane (Idf), che insieme alle unità speciali si stanno dirigendo nell’area, hanno riferito che le forze navali hanno sventato un tentativo di infiltrazione di cinque terroristi a Zikim Beach. L’esercito ha condiviso un video in cui si vede la neutralizzazione dei miliziani.
L’Idf sta affrontando i militanti di Hamas in otto aree di Israele, afferma il portavoce, il tenente colonnello Richard Hecht, in un briefing. Le forze di difesa israeliane, ha spiegato, hanno ”ripreso il controllo di 22 località nel sud” che erano state invase dai militanti di Hamas, ma li stanno ancora affrontando in otto località. L’obiettivo principale, ha spiegato Hecht, è quello di confermare che “quelle comunità sono libere da terroristi”.
L’ala armata di Hamas ha dichiarato che i suoi uomini stanno combattendo contro le Forze di difesa israeliana (Idf) in sette zone al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. Si tratta di Ofakim, Sderot, Yad Mordechai, Kfar Aza, Be’eri, Yeted e Kissufim, riferisce il gruppo.
Le Forze di difesa israeliane si starebbero preparando a una incursione di terra nella Striscia di Gaza. Lo dimostrerebbero le decine di carri armati israeliani che si stanno dirigendo verso l’enclave palestinese, come dimostrano i video condivisi sui social. In precedenza l’Idf aveva spiegato che era iniziata l’evacuazione dei residenti israeliano vicino alla Striscia di Gaza. Da qui sono partiti i centinaia di miliziani di Hamas che hanno fatto incursione in Israele.
L’esercito israeliano ha fatto sapere che 10 palazzoni, dove si trovavano installazioni militari di Hamas, sono stati colpiti durante raid aerei notturni condotti sulla Striscia di Gaza. A essere colpito anche il quartier generale dell’intelligence di Hamas.
L’aeronautica militare israeliana ha diffuso filmati in cui mostra gli attacchi contro obiettivi del gruppo terroristico senza specificare quali. L’emittente pubblica israeliana Kan ha spiegato che sono state attaccate le case di alti funzionari di Hamas. Si tratta di Yahya Sanwar, Nizar Awadallah, Fathi Hamad, Itsam al-Dealis, Kamal Abu Awan e Abu Mu’az Saraj.
Il movimento islamico sciita libanese di Hezbollah ha rivendicato il lancio di colpi di mortaio verso il nord di Israele. In una nota, il gruppo terroristico afferma di aver preso di mira tre siti militari israeliani nella regione contesa del Monte Dov in solidarietà con l’attacco di Hamas contro Israele. In una nota, Hezbollah dichiara che l’attacco con ”un gran numero di razzi e proiettili” è stato condotto in solidarietà con la ”resistenza palestinese”.
Le forze di difesa israeliane non hanno riportato feriti e hanno affermato di aver risposto con colpi di artiglieria. Sono state ”adottate misure in preparazione di questo tipo di possibilità e continueremo a operare in tutte le regioni e in qualsiasi momento necessario per garantire la sicurezza dei civili israeliani”, riferisce l’Idf in una nota.
Il portavoce di Hamas, Ghazi Hamad, ha intanto dichiarato alla Bbc che l’Iran ha dato il proprio sostegno a Hamas nell’attacco a sorpresa contro Israele.
La polizia Tel Aviv ha ucciso un cittadino israeliano dopo averlo scambiato per un terrorista di Hamas. L’uomo è stato colpito sulla Route 4 all’incrocio Emunim, dopo un inseguimento in macchina, hanno riferito i media israeliani. Una fonte della polizia ha detto a Ynet che non è ancora chiaro il motivo per cui l’uomo ha guidato all’impazzata facendo in tal modo scattare l’inseguimento, durato circa mezz’ora sulla Route 4 attorno alla Striscia di Gaza in direzione nord. Inizialmente la polizia pensava che il veicolo fosse stato sequestrato da altri terroristi. La polizia ha poi fermato il veicolo all’incrocio di Emunim, l’uomo è sceso dal veicolo ed ha cercato di fuggire, la polizia gli ha sparato uccidendolo. Dalle prime indagini è emerso che l’uomo non era un terrorista, ma un cittadino israeliano che stava cercando di scappare dalla Striscia di Gaza.
Si teme che possa essere morta la ventiduenne Nicole Shanie Louk, rapita da Hamas ieri mattina. Intervistata dal sito dello Spiegel On line Ricarda Louk, la madre della ragazza, dice che non smette di sperare e che nel video diffuso sui social dai miliziani si capiva che era ”priva di sensi”. In contatto con l’ambasciata tedesca in Israele, l’auspicio è in un intervento diplomatico, anche perché la figlia ha la cittadinanza tedesca.
Due cittadini thailandesi sono stati uccisi durante l’assalto condotto da Hamas in Israele, mentre undici sono stati presi in ostaggio. Lo ha scritto il primo ministro tailandese Srettha Thavisin in un tweet, dicendo di aver appreso dall’ambasciatore di Bangkok a Tel Aviv che ”due thailandesi sono morti per le violenze”.
Inoltre il ministero degli Esteri di Bangkok ha riferito che 11 thailandesi sono stati rapiti da Hamas e presumibilmente portati nella Striscia di Gaza. “Sono innocenti e non hanno nulla a che fare con alcun conflitto”, ha detto il primo ministro tailandese citato dal Bangkok Post.
Un cittadino britannico, Jake Marlowe, risulta scomparso in Israele in seguito all’attacco condotto da Hamas. Lo riferisce l’ambasciata di Israele in Gran Bretagna, aggiungendo che non è chiaro se l’uomo sia stato rapito. “E’ scomparso, non sappiamo se è stato preso in ostaggio a questo punto”, ha detto un portavoce dell’ambasciata israeliana alla Bbc. Secondo il racconto di sua madre, Marlowe stava lavorando come uomo della sicurezza a una festa all’aperto nel Kibbutz Re’im, vicino al confine con Gaza, quando è avvenuto l’attacco.
