(Adnkronos) – L’Ucraina accusa la Russia di aver distrutto la diga della centrale idroelettrica di Nova Kakhovka, sul fiume Dnieper, a 60 chilometri dalla città di Kherson. Il Comando meridionale delle Forze armate ucraine ha denunciato la distruzione dell’infrastruttura e ha fatto sapere che sta indagando sull’entità del danno, oltre che sulla velocità e sulla quantità d’acqua che interesserebbe le probabili aree di inondazione (VIDEO). Di grande importanza anche strategica, la diga è stata occupata dai russi subito dopo l’inizio dell’invasione e da allora è controllata da loro.
La centrale idroelettrica alimentata dalla diga “è stata completamente distrutta dall’esplosione, avvenuta dall’interno della stanza del motore”, ha reso noto la società ucraina per l’energia idroelettrica, Ukrhydroenergo, precisando che la centrale “non può essere riparata” e accusando “le forze russe di aver fatta saltare” durante la notte.
Sono almeno 22mila le persone a rischio inondazione, ha fatto sapere l’amministratore filorusso della zona, Vladimir Leontiev, parlando dei 14 insediamenti vicino alla diga. Zelensky ha invece parlato di 80 insediamenti a rischio. Intanto sono già iniziate le procedure di evacuazione delle aree circostanti. Un funzionario ucraino ha avvertito che mancano solo cinque ore prima che l’acqua raggiunga un “livello critico”.
L’amministrazione filo russa ha denunciato l’inondazione di 600 abitazioni nei tre diversi paesi del distretto di Novaya Khakovka maggiormente colpiti dall’acqua riversata.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, mesi fa aveva accusato le forze russe – che controllano l’infrastruttura dall’inizio dell’invasione – di aver piazzato mine nell’impianto con l’intenzione di provocare inondazioni catastrofiche nelle comunità vicine per rallentare l’avanzata delle forze di Kiev.
Il consigliere di Zelensky, Andriy Yermak, accusa Mosca di ‘ecocidio’, affermando che le autorità regionali e nazionali stanno lavorando per assicurare la popolazioni locali dal rischio delle inondazioni. Inoltre Yermak sottolinea che l’azione di Mosca rappresenta una minaccia per la vicina centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Mosca accusa Kiev di aver attaccato la diga. In particolare, le agenzie di stampa Tass e Ria Novosti scrivono che per colpire la diga è stato usato un lanciarazzi multiplo del tipo Olkha in dotazione delle forze armate ucraine. Questo lanciarazzi usa munizioni guidate ed è stato sviluppato nel 2010 in Ucraina a partire dal sistema sovietico Smerch. E’ entrato in servizio a partire dal 2018, e nel 2022 è stato impiegato durante l’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky punta il dito contro “terroristi russi” per la distruzione. In un tweet il presidente ucraino, ha convocato una riunione di emergenza del consiglio di Sicurezza nazionale, scrive che questa distruzione “conferma solo al mondo intero che devono essere espulsi da uno angolo del territorio ucraino: non bisogna lasciare loro un singolo metro, perché usano ogni metro per il terrorismo”.
In un post su Telegram, Zelensky ha affermato che l’attacco è stato sferrato alle 2.50 di questa mattina e ha creato un allagamento che ha coinvolto circa 80 insediamenti. “I terroristi russi hanno effettuato una detonazione interna delle strutture della centrale idroelettrica di Kakhovka”, ha aggiunto. “È stato ordinato di effettuare l’evacuazione dalle aree a rischio e di fornire acqua potabile a tutte le città e località rifornite di acqua dal bacino idrico di Kakhovka.
La distruzione della diga di Kakhovka “è uno stadio fondamentalmente nuovo dell’aggressione russa”, denuncia il Segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino, Oleksiy Danilov. La Russia ha così dichiarato apertamente “il suo reale obiettivo, vale a dire la distruzione dell’Ucraina, l’uccisione degli ucraini, la distruzione dell’economia e delle strutture critiche”, ha aggiunto.
Dopo la distruzione della vicina diga di Nova Kakhokva, non cè “un immediato rischio per la sicurezza nucleare” alla centrale di Zaporizhzhia. E’ quanto rende noto l’Agenzia atomica internazionale, sottolineando che i suoi esperti stanno “monitorando con attenzione la situazione”. La diga assicura il rifornimento idrico a gran parte dell’Ucraina meridionale, compresa la centrale nucleare di Zaporizhzhia.
In precedenza l’agenzia nucleare ucraina, Energoatom, aveva ricordato come la distruzione della diga potrebbe avere conseguenze negative per la centrale, aggiungendo che comunque la situazione è sotto controllo. “L’acqua del bacino di Kakhovka è necessaria all’impianto per i condensatori delle turbine ed i sistemi di sicurezza” hanno spiegato da Energoatom, assicurando che al momento la riserva per il sistema di raffreddamento “è pieno” e “il livello dell’acqua è di 16,6 metri, che è sufficiente alle necessità dell’impianto”.
”La distruzione della diga di Kakhovka mette in pericolo migliaia di civili, lasciandoli senza casa e con necessità di aiuti umanitari. I civili e le infrastrutture civili non sono un obiettivo”. Lo ha scritto su Twitter l’Ocha, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, condannando l’attacco.
